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11 novembre 2009, in Primo piano
Si terrà domani, giovedì 12 novembre, il Direttivo nazionale degli Ecologisti Democratici. La riunione, in programma dalle ore 14 alle 18 a Roma presso la sede del Pd in via Sant’Andrea delle Fratte numero 16 avrà tra i punti all’ordine del giorno il ruolo ed il piano di lavoro dell’associazione dopo le Primarie del 25 ottobre. La riunione sarà aperta dalla relazione di Fabrizio Vigni, presidente nazionale Ecodem

Da Berlusconi regalo da 8 miliardi di euro a grandi aziende e multinazionali: il monopolio dell’acqua.
Il no del PD : Noi per l’acqua bene pubblico

Avere l’acqua a dispozione è un diritto. Mentre il mondo e le organizzazioni internazionali si preoccupano di far sì che la più preziosa delle risorse sia fruibile dall’intera popolazione mondiale, il governo, neanche a dirlo, rema controcorrente e si avvia invece alla sua privatizzazione. La politica dell’”acqua al migliore offerente”, argomento chiave del decreto-salva infrazioni votato e approvato ieri dal Senato, è stata arginata dall’emendamento PD, inserito all’ultimo minuto nel testo. “L’acqua è di proprietà dello stato”: poche parole che però riescono nell’impresa di limitare la mercificazione selvaggia voluta dal ministro Ronchi, ideatore del decreto.

Un giro d’affari da 8 miliardi. Nonostante la modifica, il testo rimane potenzialmente pericoloso e rischia di spingere le aziende del settore ad una febbrile caccia all’oro che penalizzerebbe pesantemente i consumatori. Vediamo perché.
Al momento in Italia la rete idrica è coperta da circa 110 gestori, divisi per ambiti territoriali ottimali. Di questi ben 64 sono a capitale pubblico e servono metà della popolazione, il resto è a capitale misto o privato. La riforma di ieri cancella ogni regola e apre alla privatizzazione selvaggia. Si consente la gestione a società “in ogni forma costituite”. Non è tutto, il privato deve possedere una quota corrispondente ad “almeno il 40% della società” e spetterà a lui l’ultima parola sugli investimenti. In sostanza il pubblico diventerà un’ospite poco gradito.
È ovvio che i un sistema così articolato, la logica di mercato avrà la meglio sulla volontà di garantire a tutti un diritto, quindi si può prevedere realisticamente che le società decidano di massimizzare i profitti gonfiando le tariffe. Quanto ci guadagnano le aziende private? Si stima, in difetto, che il gioco al rialzo potrebbe fruttare in 10 anni ben 8 miliardi di euro.

Che fine fanno gli enti pubblici? A loro resta una quota che non potrà superare il 40%, pochi poteri e praticamente nessuna possibilità di contrastare gli interessi dei grandi gestori privati italiani. Inoltre la riforma spalanca le braccia alle multinazionali, come le francesi Veolia e Suez, impazienti di accaparrarsi altre zone del territorio. L’Antitrust già parla di “monopoli pubblici sostituiti da monopoli privati”.

Sindaci ribelli. Insomma, in generale la prospettiva di grandi aziende con in mano le chiavi del proprio rubinetto non piace a nessuno, ma in particolare non entusiasma chi da decenni lotta col problema della scarsità idrica. Per questo un centinaio di sindaci siciliani si sono coalizzati per risolvere il problema alla fonte: non consegneranno le chiavi degli acquedotti a gestori privati. La Sicilia, uno dei pionieri della privatizzazione idrica fin dal 2005, sa cosa vuol dire ridurre un necessità primaria all’interesse di pochi e soprattutto sa quanto i traffici miliardari concentrati nelle mani di un numero ristretto di imprenditori possa far gola a Cosa Nostra. Il braccio di ferro fra i sindaci irriducibili e la regione si è spesso evoluto nell’invio di qualche commissario, non proprio irreprensibile. È il caso dell’ingegnere Rosario Mazzola, commissario per l’Ato di Palermo e allo stesso tempo consigliere per alcune società che controllano Acque potabili siciliane…coincidenza o piccolo caso di conflitto d’interessi?

I commenti del PD. La presidente dei senatori PD Anna Finocchiaro, durante il suo discorso all’aula ha evidenziato: ”La questione della gestione della risorsa acqua e’ una delle grandi questioni sulle quali si interroga il mondo intero. Non e’ un problema di poco conto, ragioniamoci, cerchiamo di capire meglio. Dobbiamo avere attenzione al fatto che stiamo parlando dell’acqua, la risorsa piu’ preziosa naturalmente a disposizione dell’umanita”.

Roberto Della Seta, capogruppo del Pd nella commissione Ambiente ha sottolineato: ”Oggi in Senato con il voto del Pdl e della Lega viene resa obbligatoria la gestione dell’acqua: una scelta che va contro l’interesse dei cittadini e che non e’ dettata, come falsamente sostengono governo e maggioranza, da norme europee. Una scelta tanto piu’ grave nel caso del partito di Bossi e Calderoli, che in Padania coi suoi sindaci si batte per l’acqua bene pubblico e a Roma prende decisioni ultraliberiste. L’approvazione di un emendamento del Pd a firma Bubbico mette dei paletti alla privatizzazione, garantendo il rispetto della proprieta’ pubblica dell’acqua, come stabiliscono i principi comunitari. Nonostante questo, tuttavia, le norme approvate oggi dal Senato sono molto gravi. L’acqua e’ un bene comune, non e’ una merce e in base alla Costituzione la titolarita’ della sua gestione e’ in capo alle Regioni e agli enti locali. Prevedere non la possibilita’, ma l’obbligo entro 1 anno, di affidare a privati la gestione dei servizi pubblici vuol dire espropriare Regioni e Comuni del diritto-dovere di amministrare l’uso dell’acqua nell’interesse delle persone e delle comunita’, e apre la strada a un monopolio privato dell’acqua nelle mani di tre o quattro multinazionali”.

Filippo Bubbico, primo firmatario dell’emendamento approvato dall’ Aula afferma: ”Grazie a un emendamento del Partito democratico e’ stata scongiurata la privatizzazione dell’acqua, bene indispensabile, di primaria importanza per tutti i cittadini”. Lo annuncia il senatore e capogruppo del Pd in commissione Industria. Inserire una riforma tanto importante per i cittadini qual e’ quella dei servizi pubblici locali nel Decreto sugli obblighi comunitari ha significato non solo privare il Parlamento della possibilita’ di un esame approfondito del provvedimento ma creare una riforma pasticciata che non tiene conto delle specificita’ di ciascun servizio pubblico”. Secondo il sentore del Pd, l’emendamento ha il ”merito di scongiurare questa eventualita’ poiche’ la sua approvazione consente al servizio idrico di restare saldamente nella titolarita’ e nel governo delle amministrazione pubbliche, tanto da soddisfare i principi del pieno controllo pubblico sulla qualita’, l’accessibilita’ e il prezzo del servizio per gli utenti”

Nell’ambito della prima edizione della “Settimana europea per la riduzione dei rifiuti”, in programma dal 21 al 29 novembre prossimi, si svolgerà una serie di iniziative promosse dalla Regione Emilia-Romagna, dagli Enti locali e da Hera ed Enìa, le due aziende del servizio di gestione dei rifiuti emiliano-romagnoli.

La Settimana europea, “European Week for Waste Reduction, è un’ampia campagna di comunicazione ambientale nata all’interno del Programma Life+ della Commissione europea con l’obiettivo di sensibilizzare istituzioni, consumatori e tutti i soggetti coinvolti sulle strategie e politiche di prevenzione dei rifiuti messe in atto dall’Unione europea.

Il Comitato promotore nazionale è composto, fra gli altri, da Federambiente, Legambiente, Eco dalle Città, Onr, Rifiuti 21 Network, Erica Soc. Coop.

Le azioni devono rientrare nelle categorie: Troppi rifiuti; Produzione eco-compatibile; Consumi attenti e responsabili; Prolungare la vita dei prodotti; Meno rifiuti gettati via. La Regione Emilia-Romagna ha partecipato come “Project developer”, coordinando le iniziative sul territorio.

Ogni azione individuata parteciperà ai premi europei per la riduzione dei rifiuti. Terminata l’edizione della Settimana, il Comitato promotore selezionerà fino a 5 azioni (una per ogni categoria). La prima cerimonia europea di premiazione per la riduzione dei rifiuti si svolgerà all’inizio del 2010 a Bruxelles.

Di seguito le iniziative con cui la Regione ha aderito alla campagna europea.

 

Iniziativa “Primo Piano – Ermes Ambiente”, promosso da Regione Emilia-Romagna.

Dal 23 al 29 novembre 2009 la Regione Emilia-Romagna dedicherà il Primo Piano di Ermes Ambiente (il portale internet di comunicazione integrata regionale) alla «Settimana europea per la riduzione dei rifiuti»: verranno segnalate le azioni e le politiche regionali già poste in essere o che verranno implementati nel breve/medio termine e una carrellata di buone pratiche di settore.

Si darà inoltre ampia diffusione dell’evento tramite la newsletter di Ermes Ambiente segnalando tutte le iniziative attivate nel territorio regionale durante la Settimana europea.

In particolare si segnaleranno i seguenti progetti con i relativi link di riferimento:

 

  1. Piano d’azione ambientale 2008/2010, che mette a disposizione finanziamenti per interventi nel settore della tutela ambientale, con particolare riferimento alla gestione dei rifiuti e alla difesa della biodiversità. I fondi destinati alla riduzione della produzione dei rifiuti verranno erogati attraverso le Province.
  2. Progetto Remida. Accordo tra Regione Emilia-Romagna e altri soggetti per la gestione di un centro di riciclaggio innovativo, finalizzato alla promozione del recupero dei rifiuti e all’utilizzo dei materiali recuperati in attività didattiche. Nello specifico il Comune di Reggio Emilia ed Enìa – soggetto gestore del servizio pubblico di gestione dei rifiuti urbani – hanno attivato il centro sopra menzionato affidandone la gestione all’ Associazione “Amici di Reggio Children”.
  3. Agenzia Intercent-ER. Centrale di acquisto per le Pubbliche Amministrazioni dell’Emilia-Romagna che ha sviluppato e svilupperà numerose iniziative di Green Public Procurement. Infatti,ove possibile, l’Agenzia inserisce la richiesta di specifici requisiti di eco-sostenibilità nei bandi di gara. Le iniziative di acquisto finora realizzate hanno coinvolto numerose categorie merceologiche quali: vetture a metano, carta riciclata, arredi per le scuole, energia rinnovabile, PC a basso consumo, ecc..

 

 

Iniziativa “Programma “Il sistema sanitario regionale per uno sviluppo sostenibile”, promosso da Regione Emilia-Romagna – D.G.Sanità e Politiche Sociali-

Durante la Settimana Europea sono in programma corsi di formazione e sensibilizzazione sullo sviluppo sostenibile nelle Aziende sanitarie di Cesena (23/11 c/o Ospedale M. Bufalini) e Bologna (26/11 c/o Policlinico S.Orsola-Malpighi), in cui verranno presentati, tra l’altro, le azioni individuali e di sistema per la prevenzione della produzione di rifiuti e per la riduzione delle quantità di rifiuti pericolosi prodotti dalle Aziende Sanitarie.

 

Iniziativa “Evento divulgativo di buone pratiche di riduzione rifiuti nell’ambito della Settimana Europea”, promosso da Gruppo Hera SpA in collaborazione con l’Assessorato Ambiente Regione Emilia-Romagna

Promozione della Settimana Europea tramite divulgazione di buone pratiche effettuate dal Gruppo Hera (quali i progetti Hera2O, Ecobox-phone e Legambiente Turismo). L’evento consisterà in un incontro con gli studenti dell’ Istituto Comprensivo n. 14 di Bologna Borgo Panigale al quale parteciperanno rappresentanti del Gruppo Hera SpA e della Regione Emilia-Romagna.

Hera2O: Promozione del consumo dell’acqua di rubinetto tramite l’installazione e diffusione di apparecchiature che erogano l’acqua di rete refrigerata, liscia o gassata, senza alterare in alcun modo le sue proprietà.

Ecobox-phone: Il progetto prevede la consegna gratuita presso gli Istituti Scolastici di appositi contenitori (Eco-Box) in cui gli studenti potranno conferire i telefoni cellulari dismessi e i relativi accessori. Una volta pieni, i contenitori vengono svuotati su chiamata con l’ausilio di Coop. Sociali che operano nei territori interessati.

Legambiente Turismo : Promozione del consumo responsabile e delle Direttive Europee sulla riduzione dei rifiuti. Organizzazione di incontri e tavole rotonde sul tema della riduzione e del recupero dei rifiuti con la collaborazione di Legambiente-Turismo e le oltre 300 strutture ricettive che aderiscono alle iniziative.

 

Iniziativa “RAEE in carcere “, promosso da Regione Emilia-Romagna, Gruppo Hera SpA, Amministrazioni Penitenziarie Emilia-Romagna, Techné, Consorzi produttori di AEE Ecolight e Ecodom

Il progetto RAEE in carcere, ha il duplice obiettivo di sostenere le attività produttive (sviluppando l’inclusione socio-lavorativa) e di recuperare i RAEE: a questo scopo promuove laboratori produttivi per il trattamento dei RAEE, di inserimento lavorativo nelle coop. sociali e per la successiva transizione dal lavoro protetto al mondo profit.

Nei laboratori i detenuti vengono formati e assunti con regolare contratto per realizzare attività di smontaggio e recupero in sicurezza dei RAEE, diventando così siti produttivi stabili e operativi: ricevono i RAEE raccolti dalle stazioni ecologiche del Gruppo Hera (centri di raccolta), i RAEE vengono sottoposti a trattamento e infine avviati al recupero per ottenerne le materie prime e seconde di cui sono composti.

Il progetto RAEE in carcere, concepito nel 2004, è diventato un esempio di collaborazione tra le istituzioni e le reti territoriali, in un’alleanza tra economia sociale, formazione e sistema profit, perseguendo il valore dell’impegno e della responsabilità sociale delle imprese.

Il progetto ha il duplice obiettivo di sostenere le attività produttive e di recuperare i RAEE: a questo scopo promuove laboratori produttivi per il trattamento dei RAEE, di inserimento lavorativo nelle coop. sociali e per la successiva transizione dal lavoro protetto al mondo profit.

Nei laboratori i detenuti vengono formati e assunti con regolare contratto per realizzare attività di smontaggio e recupero in sicurezza dei RAEE, sottoporli a trattamento e infine avviarli infine a recupero e riutilizzarne le materie prime e seconde di cui sono composti.

Il laboratorio di Forlì è stato inaugurato il 6 ottobre 2009, mentre nella giornata del 10 novembre verrà presentata un’importante iniziativa del progetto presso l’istituto penitenziario di Bologna.

 

Iniziativa “Mense aziendali Hera “, promosso da Gruppo Hera SpA in collaborazione con Regione Emilia-Romagna.

Promozione di attività di assistenza e beneficenza svolte da Associazioni no profit attive sul territorio su cui opera il Gruppo Hera che metterà a disposizione i prodotti alimentari che risultano quotidianamente non consumati presso le proprie mense aziendali.

 

Iniziativa “Acqua pubblica “, promosso da Enìa SpA in collaborazione con Regione Emilia-Romagna, ATO 1 Piacenza e Comune di Piacenza.

Conferenza stampa di presentazione dei dati 2009 del progetto «ACQUAPUBBLICA». Il progetto, già avviato in provincia di Piacenza attraverso la costruzione di sei casette dell’acqua dove i cittadini possono attingere gratuitamente acqua naturale e gassata, si estenderà nel corso del 2010 e prevede, nella giornata del 28 novembre, l’inaugurazione della settima casetta dell’acqua nel comune di Vigolzone. La finalità dell’inziativa è la sensibilizzazione alla riduzione dell’uso delle bottiglie di plastica e ai vantaggi derivanti dall’utilizzo dell’acqua del rubinetto.

 

Iniziativa “Anche a tavola si può “, promosso da Enìa spa in collaborazione con Regione Emilia Romagna, Ato2, Provincia di Parma, Comune di Parma.

Conferenza stampa di lancio del progetto «ANCHE A TAVOLA SI PUO’». Il progetto coinvolgerà nel corso del 2010 oltre 170.000 famiglie della provincia di Parma e prevede azioni di sensibilizzazione alla riduzione dei rifiuti prodotti durante i pasti (avanzi alimentari e bottiglie di plastica). Tale iniziativa consiste nella diffusione di una brochure informativa sulle buone pratiche relative al riutilizzo degli avanzi e degli scarti di cucina e all’uso dell’acqua del rubinetto.

 

Iniziativa “Fontana Day”, promosso da Associazione “Scritture d’acqua”, Provincia di Parma, Legambiente, Enia SpA, Emiliambiente, Montagna 2000, in collaborazione con Regione Emilia Romagna.

Il 28 novembre si svolgerà in contemporanea un brindisi collettivo presso alcune fontane pubbliche della provincia di parma, allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica verso l’uso dell’acqua del rubinetto. Durante tali eventi verranno organizzate specifiche attività: incontri con il mondo della scuola, distribuzione depliant informativi, convegni ecc.

 

Iniziativa “Diffusione dati di analisi dell’ acqua pubblica “, promosso da Provincia di Ravenna in collaborazione con Regione Emilia Romagna.

Promozione di azioni finalizzate a consapevolizzare i cittadini sulla necessita’ di limitare il consumo di acqua in bottiglie di plastica promuovendo l’uso dell’acqua potabile. Nello specifico verrà promossa la diffusione delle informazioni relative alle analisi dell’acqua che esce dai rubinetti dei 18 comuni della provincia condotte da ARPA e AUSL negli anni dal 2004 al 2008. I dati a disposizione consentono una descrizione ampia e puntuale, qualitativa e quantitativa, dell’acqua erogata dalla rete idrica del pubblico acquedotto nel territorio dei 18 Comuni della Provincia di Ravenna.

 

Si segnalano inoltre le iniziative del Comune di Reggio Emilia attivate con la collaborazione della Regione Emilia-Romagna e di Enìa SpA.

- Realizzazione di esperienze di compostaggio degli scarti del giardino e di cucina nelle scuole Lepido, Dalla Chiesa, King, Morante, Balletti, Roncocesi e Massenzatico in collaborazione con ENIA nell’ambito del progetto “Orti di pace e piacevolezza” del Centro Educazione Ambientale del Comune,

-Realizzazione di esperienze di compostaggio degli scarti del giardino e di cucina nelle scuole primarie di

Cella e Ghiarda, in collaborazione con ENIA;

- Incontro con i Nidi e le Scuole dell’Infanzia comunali e convenzionati e delle materne statali, per la

promozione dell’utilizzo dell’acqua da rubinetto con il progetto “Acqua in caraffa” e del “Ricettario degli

Avanzi”, in collaborazione con ENIA, AUSL e Slow Food Reggio Emilia, in programma giovedì 26 novembre alle ore 16 presso la Sala 70 del Centro Malaguzzi;

- Partecipazione del Comune di Reggio Emilia, in qualità di coordinatore del gruppo di lavoro nazionale

Rifiuti 21 Network” (membro del Comitato promotore della Settimana Europea) ad alcuni eventi nazionali quali la terza “Convention sulla prevenzione dei rifiuti dal basso” (Mestre-Venezia, 23 novembre), il Convegno nazionale “Costruire il programma nazionale di prevenzione” (Roma, 25 novembre) e il Workshop “Come prevenire la produzione dei rifiuti: il ruolo degli Enti Locali in Italia ” (Genova, 27 novembre).

- Potenziamento del progetto “Spesa Verde”, che coinvolge i principali punti vendita di Coop Consumatori Nordest, Conad e IPER-SI.

Bologna – Cresce in misura esponenziale la raccolta differenziata dei rifiuti in Emilia-Romagna, dal 25% registrato nel 2000 al 48% del primo semestre del 2009 (+3% dell’obiettivo di legge vigente), mentre viene confermata l’autosufficienza impiantistica della regione.
La fotografia sulla gestione dei rifiuti – con i dati aggiornati su raccolta, stato degli impianti di smaltimento e recupero, con un focus sugli imballaggi – è contenuta nel “Report 2009”, illustrato in Regione dall’assessore all’ambiente Lino Zanichelli, dal direttore tecnico di Arpa Emilia-Romagna Vito Belladonna e dal direttore generale del Consorzio Conai Giancarlo Longhi.
Il Report sulla gestione dei rifiuti 2009 è curato da Arpa in collaborazione con il Servizio regionale rifiuti e bonifica siti. I dati presentati nel rapporto provengono sia dal sistema informativo regionale sui rifiuti sia da altre fonti: Istat, Ispra, Conai e Consorzi di filiera, Anie, Gestori dei servizi e Gestori degli impianti, Autorità regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei rifiuti urbani.
“In un mondo che ha seri problemi di inquinamento e di cambiamenti climatici – ha sottolineato l’assessore Zanichelli – ridurre gli sprechi, recuperare materiali e smaltire in sicurezza è non solo un’importante scelta etica ed ambientale ma anche una necessità per l’economia del futuro. In Emilia-Romagna puntiamo sulla raccolta differenziata e su una politica integrata che ci consente di raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione europea”.
Il direttore del Conai Longhi ha aggiunto che “l’accordo siglato con la regione nel 2007 e recentemente rinnovato prevede innanzitutto il miglioramento dei risultati finora conseguiti sia in termini di raccolta differenziata sia di avvio al recupero dei rifiuti di imballaggio. Nel 2008 il sistema consortile ha avviato a riciclo 287 mila tonnellate di rifiuti di imballaggio raccolti dai Comuni dell’Emilia-Romagna, con una crescita del 3,8% rispetto al 2007”.
I dati sono presentati alla vigilia della “Settimana europea per la riduzione dei rifiuti”, in programma dal 21 al 29 novembre prossimi, che prevede una serie di iniziative promosse dalla Regione, dagli Enti locali e da Hera ed Enìa, le due principali aziende del servizio di gestione dei rifiuti emiliano-romagnoli. L’“European week for waste reduction” è un’ampia campagna di comunicazione ambientale nata all’interno del Programma Life+ della Commissione europea con l’obiettivo di sensibilizzare istituzioni, consumatori e tutti i soggetti coinvolti sulle strategie e politiche di prevenzione dei rifiuti messe in atto dall’Unione europea. La Regione partecipa come “Project developer”, coordinando diversi appuntamenti sul territorio (il calendario è in allegato).

I dati di sintesi
Tra i dati positivi del rapporto vi è dunque quello relativo alla raccolta differenziata, che registra circa 5 punti percentuali in più rispetto all’anno scorso e l’incremento più alto degli ultimi anni: 637.552 tonnellate pari al 43,5% nel primo semestre del 2008, 701.087 tonnellate pari, come detto, al 48% nel primo semestre del 2009. Dal 2000 la Regione ha sempre superato gli obiettivi di legge anche grazie agli investimenti sulle stazioni ecologiche attrezzate, passate da 220 alle attuali 350. Ci sono tutti i presupposti per raggiungere a fine anno l’obiettivo del 50% di raccolta differenziata.
Il rapporto conferma, inoltre, l’autosufficienza impiantistica dell’Emilia-Romagna, con un crescente recupero di energia dagli impianti e livelli di sicurezza nello smaltimento che allineano la regione all’Europa più avanzata.
Più critico il dato che riguarda, invece, la crescita nel 2008 della produzione dei rifiuti urbani: 695 chilogrammi per abitante, con un +3%. Influisce sul fenomeno, soprattutto, il peso dei rifiuti derivanti dalle attività produttive minori che, in Emilia-Romagna, vengono assimilati a quelli domestici consentendo (e questo è l’elemento positivo) il controllo su una parte significativa dei rifiuti d’origine produttiva.
Da segnalare che i dati di produzione e raccolta differenziata relativi al primo semestre del 2009 indicano, rispetto allo stesso periodo del 2008, una sostanziale stabilità nella quantità di rifiuti prodotti (1.464.100 tonnellate nel 2008, 1.464.884 tonnellate nel 2009).

I rifiuti urbani
Nel 2008 la produzione totale di rifiuti urbani è stata di circa 3 milioni di tonnellate, pari a una quota pro capite di 695 kg per abitante. Sul dato incidono in maniera significativa sia la quota dei rifiuti speciali assimilati agli urbani (circa il 50% sulla produzione) sia le presenze turistiche (che nelle province di Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini hanno fatto aumentare nel 2008 di almeno 10 volte il numero dei residenti).
Sono 1.400.000 le tonnellate di rifiuti urbani (il 45,4% del totale) raccolte nel 2008 in modo differenziato, superando l’obiettivo del 45% previsto dalla normativa. L’eterogeneità tra le realtà locali resta notevole, con 40 Comuni che superano il 60% di raccolta differenziata e altri che non arrivano al 30%.
Le 350 stazioni ecologiche attrezzate hanno assunto un ruolo centrale nel sistema di raccolta differenziata, sia per le quantità intercettate (circa il 33%) sia perché svolgono la funzione di centri per la raccolta di particolari tipologie di rifiuti: ingombranti, da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), batterie, pile, accumulatori al piombo, oli usati, ecc…
Il totale dei rifiuti urbani raccolti in maniera indifferenziata, sempre nel 2008, ammonta a 1.646.430 tonnellate (- 7% rispetto al 2007). Il valore medio regionale è pari a 380 kg per abitante, in linea con il dato medio nazionale (seppur riferito all’anno 2007) di 386 kg per abitante.
La raccolta indifferenziata trova collocazione nell’articolato sistema di impianti costituito da 28 discariche controllate, 8 inceneritori con recupero energetico (tra cui l’impianto di produzione di combustibile da rifiuti Cdr), 18 impianti di compostaggio e 12 impianti di trattamento meccanico biologico.
Le quote relative alla destinazione finale dei rifiuti indifferenziati sono così ripartite: discarica 56%; incenerimento 33%; bio-stabilizzazione 8%; produzione Cdr 2% e 1% a recupero come materiali selezionati.
Da segnalare la costante riduzione dell’utilizzo della discarica (fase residuale del sistema di gestione dei rifiuti urbani), passata dal 77% del 1996 al 56% del 2008 in linea con le direttive europee.
Quanto si è raccolto in modo differenziato
Nel 2008 sono state raccolte in modo differenziato:
- 295.538 tonnellate di verde (grandi potature e sfalci di giardini) pari a 68 kg per abitante (+ 10 kg/ab rispetto al 2007)
- 148.176 tonnellate di organico pari a 34 kg per abitante (+8 kg/ab)
- 394.896 tonnellate di carta pari a 81 kg per abitante (+13 kg/ab)
- 84.635 tonnellate di plastica pari a 20 kg per abitante (+7 kg/ab)
- 136.206 tonnellate di vetro pari a 31 kg per abitante (+4 kg/ab)
- 41.215 tonnellate di metalli e alluminio pari a 10 kg per abitante (+2 kg/ab)
- 141.768 tonnellate di legno pari a 33 kg per abitante (+ 4 kg/ab)
- 17.009 tonnellate di Raee pari a 3,9 Kg per abitante (+ 0,9 kg/ab)

Quanto si è raccolto in modo indifferenziato
I rifiuti trattati nel 2008 nei 18 impianti di compostaggio presenti in regione sono stati pari a 412.598 tonnellate (13% in più rispetto a quanto trattato nel 2007).
Ai 12 impianti di trattamento meccanico-biologico sono stati inviate 734.721 tonnellate di rifiuti urbani e speciali (rispetto alle circa 850.000 tonnellate del 2007), agli 8 inceneritori, invece, 771.228 tonnellate e alle 28 discariche 1.957.868 tonnellate.

Gli imballaggi
Il protocollo di intesa siglato nel 2007 fra Regione Emilia-Romagna e Consorzio nazionale imballaggi (Conai) consente di controllare il sistema impiantistico legato alla gestione consortile di tali rifiuti.
Nel 2008 i rifiuti complessivamente raccolti in modo differenziato e avviati a riciclo tramite il sistema consortile ammontano a 385.000 tonnellate. Rappresentano il 63% del totale raccolto nei Comuni convenzionati.
I materiali con la più alta diffusione di convenzioni sono: il legno, la carta e la plastica, rispettivamente con il 99%, il 97% e il 94%; seguiti dall’acciaio e dal vetro, con il 79% e il 68% dei Comuni serviti. Il materiale che presenta la più bassa copertura è l’alluminio con solo il 59% di Comuni convenzionati.
La quota che risulta avviata complessivamente a recupero è pari al 42% rispetto al totale degli imballaggi immessi al consumo su base regionale.

I rifiuti speciali
I rifiuti speciali sono quelli generati dalle attività produttive (agricole, industriali, commerciali, artigianali) e di servizio. Si suddividono in pericolosi e non pericolosi sulla base del sistema comunitario di classificazione Cer (Catalogo europeo dei rifiuti).
La produzione dei rifiuti speciali in Emilia-Romagna nel 2007 è stata di oltre 11 milioni di tonnellate, quasi quattro volte superiore alla quantità di rifiuti urbani prodotta. Il totale dei rifiuti speciali gestiti all’interno della regione è stato di circa 15.800.000 tonnellate, per l’assenza di vincoli territoriali.
Le percentuali di recupero sono intorno al 60% (con una prevalenza del riciclo/recupero di metalli e composti metallici, seguito dal recupero come combustibile e dal riciclo/recupero di sostanze inorganiche) e quelle di smaltimento intorno al 26% (con una prevalenza della discarica quale operazione di smaltimento finale, seguita dal trattamento chimico-fisico dei rifiuti fangosi liquidi).

Le norme sulla gestione dei rifiuti
La Regione ha adeguato la propria legislazione alla normativa europea e nazionale di settore.
Tra i provvedimenti più significativi, la recente legge regionale 10/08 per il “riordino territoriale, l’autoriforma dell’amministrazione e la razionalizzazione delle funzioni” ha introdotto un profondo cambiamento nell’organizzazione e nella regolazione dei servizi idrico integrato e di gestione dei rifiuti urbani. Le disposizioni normative richiedono che la raccolta differenziata arrivi al 65% dei rifiuti urbani entro il 2012. L’Unione europea impone, inoltre, di aumentare il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti domestici di carta, metallo, plastica e vetro fino almeno al 50% entro il 2020.

Le risorse
Il terzo “Piano di azione ambientale per un futuro sostenibile della Regione Emilia-Romagna 2008-2010”, approvato lo scorso dicembre, aggiunge ai progetti già finanziati dai piani Ato (Autorità d’ambito ottimale) con le tariffe degli utenti altri 20 milioni di euro – che ne muovono più del doppio – per potenziare le stazioni ecologiche, estendere i sistemi di raccolta differenziata, avviare i materiali a recupero. 171 sono i progetti finanziati nelle province.
Ulteriori stanziamenti saranno erogati nel 2010 per progetti innovativi di scala regionale. Un esempio sarà il “Carbon capture and storage”, per catturare e stoccare l’anidride carbonica che esce dagli impianti e riutilizzarla nei processi industriali.
Il piano prevede anche 3 milioni di fondi regionali per la diminuzione dei rifiuti sin dalla loro origine: con incentivi alle aziende e, ad esempio, per diffondere i sistemi di ricarica di detersivi e generi alimentari alla spina. Un ulteriore impulso andrà agli “acquisti verdi” nelle pubbliche amministrazioni. Allo studio anche progetti sulla cosiddetta “tracciabilità”, per tecniche e progetti pilota che consentano di seguire passo passo il percorso dei rifiuti dal momento in cui sono prodotti fino allo smaltimento.

Il giorno il 24 novembre 2009 la Regione Emilia-Romagna, con il Patrocinio di ASSTRA e il supporto tecnico-scientifico di NEMO Consulting, organizza un evento seminariale sul tema della Qualità nel settore della Mobilità e del Trasporto Pubblico Locale.

Il Programma si snoda tra  testimonianze di attori europei e nazionali, tra modelli innovativi e buone pratiche, allo scopo di fornire un quadro completo sulle soluzioni e sulle modalità di approccio al tema e di suscitare un approfondito dibattito, che sia di aiuto a tutti per far emergere il valore aggiunto per il settore e per la propria realtà.

L’evento si terrà a Bologna, presso la sede della Regione Emilia-Romagna – Aula Magna, Viale Aldo Moro 30.

La partecipazione alla giornata seminariale è gratuita. E’ gradita l’iscrizione entro il 14/11/2009.

 

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Incontro preliminare con i cittadini del progetto Infea “ In Alternativa –scelte quotidiane di mobilità sostenibile” presso il CEA Casa Monti di Alfonsine.

Mercoledì 11 novembre ore 20.30, in occasione della settimana Unesco dell’educazione allo sviluppo sostenibile
“Bicicletta e mobilità sostenibile”

Anteprima del progetto Infea “ In Alternativa –scelte quotidiane di mobilità sostenibile”

Relatori: Luana Gasparini – Comune di Ravenna Servizio Agenda 21
Teodoro Georgiadis – CNR IBIMET Bologna

In occasione della festa di San Martino la serata si concluderà con vino e castagne per tutti i partecipanti

Si segnala inoltre che durante la serata e fino al 29 novembre 2009 sarà possibile visitare la mostra fotografica “Il percorso del Senio tra memoria e natura” a cura di Roberto Torricelli, Club Cine-Foto Amatori di Bagnacavallo e Circolo Fotografico “Il Forno” di Villanova di Bagnacavallo

 

Per informazioni 0544/869808 – casamonti@atlantide.net/ turismoalfonsine@provincia.ra.it

La Commissione ambiente di Parma discute regole e proposte da portare in Consiglio comunale. Dalle case termiche alla scala graduata, le idee dei tecnici per ridurre i consumi in città
di Marco Severo

Un esempio di parete verdeCi sono le case col ‘cappotto’ e i punti premio per chi risparmia di più. E poi le abitazioni ‘ermetiche’, la classificazione del risparmio energetico, la scala graduata che parte da A e finisce con G come per le lavatrici. Ci sono parecchie suggestioni nel Ren, il Regolamento energetico del Comune, in discussione in Commissione Ambiente e in procinto di approdare in Consiglio comunale.

Il testo, stilato dall’Agenzia Parma energia, è stato illustrato dai tecnici ai consiglieri. “In Italia non esistono esempi analoghi di piani energetici comunali” ha detto l’assessore all’Ambiente Cristina Sassi. Nel testo del regolamento – un fascicolo assai voluminoso al centro delle osservazioni del consigliere Pd Massimo Iotti – figurano anche le ‘pareti verdi’, col cappotto appunto. Si tratta di un sistema di recupero energetico, basato sull’uso di rampicanti come copertura dei muri esterni delle case: “Il metodo permette un discreto recupero di energie – hanno spiegato i tecnicni – quasi come se si calasse una tapparella tutto intorno all’abitazione”.

Tra le altre innovazioni introdotte dal Ren, che recepisce una legge regionale in materia, anche la classificazione delle nuove case sulla base d’una graduatoria uguale a quella usata per gli elettrodomestici. Comsumerà meno quella segnata con la lettera A, tropppo quella contrassegnata con la G. A questo sistema di calcolo si connette il meccanismo dei punti premi, come al supermercato: ad ogni intervento di miglioria, sul piano energetico, corrisponderà un premio misurato in punti da assegnare al proprietario dell’abitazione. Dopo aver totalizzato una certa somma, l’interessato potrà usufruire di uno sgravio: una riduzione degli oneri di urbanizzazione o, esempio, un ‘abbono’ sulla tassa per l’occupazione del plateatico. Infine le residenze ‘ermetiche’ come le ha definite scherzando un consigliere: nelle case di nuova costruzione, infatti, sarà consigliato di non aprire più le finestre per consentire il cambio d’aria. Ci sarà un filtro apposito che, per recuperare corrente elettrica, farà entrare gradualmente dall’esterno aria nuova già scaldata o raffredata (m.s.) (09 novembre 2009)

Da Martedì 3 novembre a Ravenna, come in tutti i comuni capoluogo e con più di 50mila abitanti della Regione, sono entrate in vigore i provvedimenti contenuti nell’ottavo accordo sulla qualità dell’aria. Ecco le restrizioni per i veicoli.

Fino al 31 marzo sarà istituito, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30, nel centro urbano delimitato dalla circonvallazione esterna (stesso perimetro dell’anno scorso) il divieto di transito per i veicoli a benzina pre euro e diesel pre euro 2; non potranno inoltre circolare motocicli e ciclomotori a due tempi pre euro (anche se provvisti di bollino blu).

Poi, da giovedì 7 gennaio a martedì 31 marzo, tale divieto sarà esteso anche ai veicoli diesel pre euro 3, qualora sprovvisti di filtro antiparticolato. Inoltre, da giovedì 7 gennaio a giovedì 25 marzo, tutti i giovedì dalle 8.30 alle 18.30 è previsto il blocco del traffico.

Da tutte le limitazioni sono ovviamente esclusi i veicoli elettrici e ibridi, benzina e diesel conformi alle direttive euro 4 ed euro 5, a gas metano o gpl, con almeno 3 persone a bordo se omologati a 4 o più posti, e con 2 persone se omologati a 2 posti, condivisi (car sharing), diesel euro 3 dotati di filtri antiparticolato al momento dell’immatricolazione del veicolo, diesel che dalla carta di circolazione risultino dotati di sistema di riduzione della massa di particolato (Fap) con marchio di omologazione e inquadrabili ai fini dell’inquinamento da massa di particolato almeno euro 4.

Sono inoltre esclusi dalle limitazioni, purché provvisti di bollino blu, i seguenti veicoli:
1) veicoli di emergenza e di soccorso, compreso il soccorso stradale;

2) veicoli attrezzati per il pronto intervento e la manutenzione ordinaria di impianti pubblici e privati, a servizio delle imprese e della residenza, compresi i servizi pubblici essenziali;

3) veicoli di sicurezza pubblica;

4) veicoli di turisti e di operatori in servizio di reperibilità; inoltre veicoli di lavoratori residenti o con sede di lavoro nella zona interessata dai provvedimenti, limitatamente alla fascia pomeridiana di restrizione al traffico (che si intende avere inizio alle ore 14,30) e ai percorsi casa lavoro e solo nei casi in cui non esistano alternative di trasporto. I lavoratori interessati dovranno essere muniti di certificazione rilasciata dal datore di lavoro, attestante la residenza dell’interessato, il luogo e l’orario di lavoro;

5) carri funebri e veicoli al seguito, cortei matrimoniali e veicoli dei sacerdoti e dei ministri del culto di qualsiasi confessione per le funzioni del proprio ministero;

6) veicoli appartenenti ad istituti di vigilanza, portavalori, veicoli utilizzati dagli Ufficiali Giudiziari nell’esercizio delle proprie funzioni, veicoli delle Forze Armate e della Croce Rossa Italiana e, limitatamente alle giornate del giovedì, veicoli di Assessori e Consiglieri comunali e provinciali che potranno circolare per partecipare alle sedute dell’organo cui appartengono, delle sue articolazioni o di commissioni previste per legge, purché muniti di formale atto di convocazione;

7) veicoli per trasporto persone immatricolate per trasporto pubblico (taxi, noleggio con conducente con auto e/o autobus, autobus di linea, scuolabus, ecc.);

8) veicoli a servizio di persone invalide provvisti di regolamentare contrassegno;

9) veicoli utilizzati per il trasporto di persone sottoposte a terapie indispensabili e indifferibili per la cura di malattie gravi o per visite e trattamenti sanitari programmati in grado di esibire la relativa certificazione medica e attestato di prenotazione della prestazione sanitaria, nonché veicoli utilizzati per recarsi presso strutture ambulatoriali per visite urgenti o non programmabili ed al Centro Unificato di Prenotazione (C.U.P.) per prenotazioni medico-sanitarie, facendo pervenire al Corpo di Polizia municipale nei dieci giorni successivi apposita attestazione fornita dagli agenti addetti al controllo vistata dalla struttura ambulatoriale, ovvero copia della prescrizione o prenotazione medico-sanitaria;

10) veicoli di paramedici e assistenti domiciliari in servizio di assistenza domiciliare con attestazione rilasciata dalla struttura pubblica o privata di appartenenza, veicoli di medici/veterinari in visita domiciliare urgente muniti di contrassegno rilasciato dal rispettivo ordine; veicoli dei medici di base limitatamente al percorso più breve casa/ambulatorio e alle giornate del giovedì;

11) veicoli adibiti al trasporto di farmaci e prodotti per uso medico (gas terapeutici, ecc.);

12) veicoli adibiti al trasporto di prodotti deperibili (frutta, ortaggi, carni e pesci, fiori, animali vivi, latte e latticini, ecc.) o consegne indifferibili muniti di documentazione attestante l’effettiva urgenza;

13) autocarri di categoria N2 e N3 (autocarri aventi massa massima superiore a 3,5 tonnellate) limitatamente al transito dalla sede operativa dell’impresa titolare del mezzo alla viabilità esclusa dai divieti e viceversa; veicoli a motore di proprietà o in possesso esclusivo di imprese collocate nell’area oggetto delle limitazioni, per i soli percorsi di trasferimento dalla sede operativa dell’impresa titolare del mezzo alla viabilità esclusa dai divieti;

14) veicoli al servizio delle manifestazioni regolarmente autorizzate, compresi veicoli adibiti al commercio ambulante muniti di licenza od autorizzazione rilasciata dal Servizio Commercio, Artigianato e Pubblici Esercizi o certificazione equivalente e veicoli autorizzati dal Corpo di Polizia Municipale per motivazioni eccezionali;

15) veicoli adibiti al trasporto di carburanti, liquidi o gassosi, destinati alla distribuzione e consumo,

16) veicoli adibiti alla manutenzione ordinaria di pozzi neri o condotti fognari e dipendenti di imprese di pulizie e assimilati che svolgono il servizio con mezzo proprio, muniti di certificazione del datore di lavoro indicante inoltre gli orari e i luoghi in cui si svolgono i servizi;

17) veicoli adibiti al trasporto di stampa periodica; veicoli dei giornalisti iscritti all’ordine purché muniti del tesserino;

18) veicoli che trasportano attrezzature e merci per il rifornimento di strutture pubbliche e di assistenza socio-sanitaria, di scuole e cantieri;

19) veicoli di autoscuole muniti di logo identificativo, durante lo svolgimento delle esercitazioni di guida (almeno due persone a bordo), veicoli muniti della “targa di prova” delle officine meccaniche ed assimilati, ricadenti all’interno della zona di restrizione al traffico, limitatamente alle operazioni di collaudo dei veicoli in riparazione e/o a servizi di emergenza, nonché veicoli diretti e/o provenienti dalle officine meccaniche ed assimilati, limitatamente alle operazioni di collaudo e/o bollino blu dotati di prenotazione, oppure facendo pervenire al Corpo di Polizia municipale nei dieci giorni successivi apposita attestazione fornita dagli agenti addetti al controllo vistata dall’officina, ovvero copia della fattura in cui risultino intestatario e targa del veicolo

20) veicoli di interesse storico e collezionistico, di cui all’art. 60 del Nuovo Codice della Strada, iscritti in uno dei seguenti registri: ASI, StoricoLancia, Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI, limitatamente alle manifestazioni organizzate e veicoli con targa straniera, anche se non in possesso di bollino blu;

21) veicoli a servizio del recapito/raccolta postale ed assimilati con Servizio Aziendale con mezzi propri, come attestato tramite autocertificazione dall’Ente o dalla Ditta che esercita il servizio;

22) veicoli alimentati a biodiesel come attestato tramite autocertificazione;

23) veicoli diretti agli istituti scolastici per l’accompagnamento degli alunni di asili nido, scuole materne, elementari e medie inferiori, muniti di attestato di frequenza indicante inoltre l’orario di entrata/uscita rilasciato dalla Direzione dell’Istituto, limitatamente ai 30 minuti prima e dopo l’orario indicato sull’attestazione; inoltre veicoli di personale scolastico che svolge attività in più plessi scolastici o che si trova in condizione di dover effettuare spostamenti necessari all’espletamento di attività didattiche essenziali, come attestato dai dirigenti competenti;

24) veicoli a servizio di persone soggiornanti presso alberghi siti nelle aree delimitate, esclusivamente per arrivare/partire dall’albergo medesimo dotati di prenotazione, oppure facendo pervenire al Corpo di Polizia Municipale nei dieci giorni successivi apposita attestazione fornita dagli agenti addetti al controllo vistata dalla struttura ricettiva, ovvero copia della fattura in cui risultino intestatario e targa del veicolo rilasciata dalla suddetta struttura, a condizione che la stessa sia situata all’interno del Comune di Ravenna; inoltre un veicolo per ciascun esercizio alberghiero, la cui targa dovrà essere trasmessa al Corpo di Polizia Municipale;

25) veicoli appartenenti a persone che si trovano nelle condizioni di cui all’art. 5 del “Regolamento di Assistenza Economica Sociale” del Consorzio per i Servizi Sociali approvato con deliberazione P.G. 5/4882 del 30 luglio 2004 , il cui ISEE sia inferiore alla soglia di 7.500 €., non possessori di veicoli esclusi dalle limitazioni di cui alla presente ordinanza, nel limite di un veicolo ogni nucleo familiare, purché provvisti di bollino blu e regolarmente immatricolati e assicurati, e muniti di autocertificazione.

dal n. 5/2009 della Rivista Natura

La lotta ai cambiamenti climatici passa anche dalla tavola.
Basta preferire prodotti locali e di stagione per dimezzare le emissioni di gas ad effetto serra provocate dai trasporti necessari per importare cibi dai diversi continenti.
Uno studio di Coldiretti ha misurato i chili di CO2 rilasciati in atmosfera per trasportare 1 kg di prodotti sudamericani, asiatici o africani nel nostro Paese.
Ecco quanta CO2 producono alcuni prodotti d’importazione:
Melone del Brasile (11mila km) 15/kg CO2
Prugna del Cile (12mila km) 17,4/kg CO2
Uva del Sud Africa (8mila km) 13,2/kg CO2
Ciliegie dell’Argentina (12mila km) 16,2/kg CO2
Mele della Cina (9mila km) 14,1/kg CO2
Fagiolini del Senegal (5mila km) 7,5/kg CO2

(ANSA) – ROMA, 5 NOV – Da un’indagine di IPSOS emerge che gli italiani hanno un ”atteggiamento positivo” verso la raccolta differenziata di carta e cartone, che avvicina l’Italia alla migliore tradizione europea. 8 italiani su 10, infatti, differenziano regolarmente carta e cartone, plastica e vetro e il 78% fra essi e’ convinto che sia un’attivita’ molto utile. Il 65% degli intervistati nel sondaggio commissionato da Comieco afferma di non incontrare nessun problema o ostacolo nel fare la raccolta differenziata dei materiali a base di cellulosa, mentre solo il 36% dichiara di avere difficolta’ a farla (per il 45% di essi il problema e’ la disorganizzazione o l’assenza della raccolta porta a porta). E fra i virtuosi c’e’ chi non si accontenta di farla solo a casa: il 64% afferma di farla anche in vacanza, in ufficio (51%) e al centro commerciale (54%). Mentre allo stadio, gli italiani tendono a mostrare ancora qualche vecchia cattiva abitudine: solo il 23%, infatti, fa la raccolta differenziata. Dal sondaggio emerge comunque che e’ migliorare il fronte della ”qualita’ della raccolta”: molti italiani gettano infatti nella raccolta differenziata di carta alcune tipologie che invece non dovrebbero andarci. Ad esempio, il 75% getta gli scontrini, il 45% la carta con residui di cibo (che va invece nell’indifferenziato), il 37% i giornali avvolti nel cellophane senza prima separarli, il 35% i fazzoletti sporchi. E – curiosita’ – il 32% manda alla differenziata anche i Gratta e Vinci. ”I dati della ricerca sono incoraggianti e confermano che la raccolta differenziata di carta e cartone in Italia non riscontra particolari problemi: nel 2008, infatti, e’ stata registrata una crescita del 7,1%, pari a 200.000 tonnellate in piu’ rispetto al 2007, e questo nonostante la crisi economica che ha provocato un calo dell’immesso al consumo di imballaggi cellulosici”, commenta Piero Attoma, Presidente di Comieco. ”Esistono comunque aree di miglioramento sia in termini quantitativi, soprattutto al Sud e nelle Isole, che – e questa e’ la vera sfida del futuro – qualitativi”, sottolinea Carlo Montalbetti, Direttore Generale di Comieco. ”Il riciclo di carta e cartone e’ una realta’ consolidata che porta grandi benefici ai cittadini in termini sia ambientali che economici: in 10 anni, infatti – conclude Montalbetti – si e’ evitata la formazione di 170 discariche e sono stati trasferiti ai Comuni convenzionati oltre 604 milioni di euro”. (ANSA). DIR
05/11/2009 15:26

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ANSA) – ROMA, 5 NOV – L’efficienza energetica ”costituisce un’alternativa credibile all’energia nucleare”. Prendendo come riferimento il potenziale di risparmio energetico al 2020 solo nel settore dell’elettricita’, si potrebbero evitare 73 TeraWattora (TWh) di energia elettrica, cioe’ il 21,6% dei consumi finali lordi del 2008 (337,6 TWh). Un potenziale di risparmio energetico al 2020 che ”equivale alla produzione di circa otto grandi centrali nucleari”. Questa la ‘ricetta’ per l’Italia presentata dagli Amici della terra in un convegno organizzato a Roma sull’effficienza energetica come punto di forza dell’Italia. Secondo un’indagine realizzata dall’associazione, risulta che il posizionamento dell’Italia rispetto agli indicatori di energia e clima e’ in grave ritardo, sia in riferimento a quelli di Kyoto per il periodo 2008-2012, sia in relazione agli obiettivi nazionali al 2020 appena approvati dall’Ue. La definizione di ”obiettivi ambiziosi” di efficienza in ambito nazionale e regionale e ”in coerenza con essi, un’ armonizzazione complessiva degli strumenti di incentivazione e penalizzazione nei vari settori di produzione ed uso dell’ energia” e’ la richiesta degli Amici della terra in vista della conferenza di Copenaghen. E’ stato sottolineato come tra le varie opzioni per la riduzione delle emissioni CO2 (come le fonti rinnovabili, la cattura e il sequestro del carbonio o il nucleare) gli interventi di efficienza energetica sono fra i pochi a non avere costi sociali netti per tonnellata di CO2 ridotta, ma ”anzi generalmente essi presentano un vantaggio economico netto per la collettivita”’. (ANSA). DIR/MB
05/11/2009 18:37

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Gli Stati Uniti saltano il giro. Il Bric (Brasile, Russia, India, Cina) resta in attesa. L’Africa blocca i negoziati. Da Barcellona, ultimo round negoziale prima del summit sul clima di dicembre, esce una fumata nera. L’accordo non c’è e le probabilità di raggiungerlo nel mese che manca alla conferenza delle Nazioni Unite di Copenaghen sono molto scarse. Al momento tutto quello che l’eco diplomazia è riuscita a mettere assieme è un collage di impegni parziali e di buone intenzioni. L’Europa ha annunciato un taglio delle emissioni serra del 20 per cento al 2020 ed è disponibile ad arrivare al 30 per cento se gli altri paesi faranno la loro parte. Ma la Russia ha già detto che si limiterà a impegni volontari a meno che non venga conteggiata la capacità di assorbimento dell’anidride carbonica da parte delle foreste siberiane. L’India ha corretto l’iniziale posizione contraria a ogni impegno, ma a condizione di ricevere consistenti aiuti sotto forma di trasferimento di tecnologie pulite. Il Brasile si è dichiarato disponibile sul fronte della lotta alla deforestazione (che vale un buon 20 per cento del totale delle emissioni di CO2): potrebbe ridurre dell’80 per cento la pressione distruttiva sull’Amazzonia.
Restano i due principali responsabili dell’inquinamento globale. La Cina, che ha recentemente conquistato il primato per le emissioni di gas serra (anche se il pro capite è 4 volte più basso di quello statunitense), rappresenta un’incognita: da una parte punta a difendere le centrali a carbone che fanno girare i motori della fabbrica del mondo, dall’altra si avvia a diventare il paese leader nel campo delle energie rinnovabili. E gli Stati Uniti sono prigionieri di una trappola del tempo. La proposta americana di tagliare le emissioni serra del 17 per cento al 2020 rispetto al 2005 è stata approvata dalla Camera dei rappresentanti ma non ancora dal Senato che ha proposto una variante più restrittiva (20 per cento al 2020): sembra difficile che l’iter della legge possa concludersi prima della seconda metà del 2010.
E’ in questa situazione che il primo ministro danese ha lanciato l’idea di un trattato «politicamente vincolante» invece che «legalmente vincolante» suscitando la contestazione delle associazioni ambientaliste da sempre sostenitrici del carattere obbligatorio degli impegni sul clima. E i rappresentanti dei paesi africani, per la prima volta nella ormai lunga storia delle trattative sul clima, sentendo svanire gli impegni dall’agenda di Copenaghen proprio mentre si moltiplicano i lutti per gli eventi estremi provocati dal nuovo clima, hanno deciso di disertare i lavori di Barcellona per rendere evidente la minaccia di fallimento che grava sulla conferenza di Copenaghen. Per scongiurare questo rischio bisogna arrivare a un testo più agevole delle 170 pagine che ancora girano tra i delegati e meno incerto (ci sono ancora mille punti di dissenso).
E’ un’impresa possibile? La politica sembra a un passo dalla disfatta sulla trattativa per il futuro del pianeta. Ma potrebbe ricevere una spinta a sorpresa dal mercato: sotto la pressione di un’opinione pubblica sempre più preoccupata, la green economy aumenta il suo fatturato e sta diventando un serio concorrente per la vecchia economia che vende in dumping lasciando pagare gli interessi alle generazioni future.

Dal Sito de La Repubblica

Seminario
‘Cambiamenti climatici: alla ricerca della neve perduta’
condotto da Luca Lombroso meteorologo e previsore
organizzato dal Club Alpino Italiano – sez di Ravenna
in collaborazione con il Comune di Ravenna

12 novembre 2009 alle ore 21.00 presso la Sala D’Attorre di Casa Melandri
Via Ponte Marino, 2 – Ravenna

Il seminario ‘Cambiamenti climatici alla ricerca della neve perduta’ – aperto al pubblico ravennate – consisterà in una ’simpatica’ performance del meteorologo, previsore Luca Lombroso tesa a illustrare come le attività dell’uomo incidano sull’ambiente.

Il clima si sta riscaldando, i ghiacciai si ritirano e al Polo Nord si aprono i passaggi a nordovest e nordest. Ma lo scorso anno sono caduti metri di neve su Alpi ed Appennino. Cosa succede quindi? Il processo di riscaldamento è reale, ma sovrapposto ad una spiccata variabilità interannuale: le tendenze sono chiare, e la colpa molto probabilmente è dell’uomo.’
Nell’incontro si vedrà dunque cosa sta succedendo, cosa probabilmente succederà e cosa fare per evitare il peggio.

Semi di futuro

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Martedì 10 novembre alle ore 20,30 si svolgerà, presso l’ Unione Provinciale del PD in Via della Lirica 11 a Ravenna, un seminario sul tema delle modalità di costituzione e dell’attività delle ESCO. L’incontro a cui parteciperà il Sindaco di Casola Valsenio e il Direttore della ESCO Senio Energia è molto importante, sia perchè concretizza una richiesta dei nostri iscritti di avere momenti di approfondimento su tematiche specifiche al fine di rafforzare la nostra iniziativa sui temi ambientali, sia perchè le ESCO ( Energy Service Company, società finalizzate al risparmio energetico e alla diffusione delle energie rinnovabili ) costituiscono uno strumento molto importante per poter passare, negli Enti Pubblici, dalla fase delle sperimentazioni occasionali ad una azione sistematica ed importante per contribuire all’ attuazione del Protocollo di Kyoto e delle politiche Europee in materia di risparmio energetico, efficienza energetica ed uso delle energie rinnovabili. Dunque la partecipazione di tutti gli Ecologisti Democratici è importante per arricchire le nostre conoscenze e rafforzare la nostra iniziativa concreta nei confronti del PD e degli Enti Locali.

Francesco Ferrante da ieri è tornato sugli scranni di Palazzo Madama. Ecodem, primo dei non eletti nel collegio dell’Umbria, è subentrato al senatore dimissionario del Partito democratico, Leopoldo Di Girolamo, eletto sindaco di Terni. Già senatore nella XV Legislatura e per dodici anni ai vertici di Legambiente, Ferrante ricopre anche la carica di direttore generale del Gruppo a Palazzo Madama.

Roma, 5 novembre 2008

Ravenna Notizie
martedì 03 novembre 2009
Da giovedì in centro storico saranno istituite due nuove zone a traffico limitato (ztl). Più precisamente verranno ampliate due ztl già esistenti: quella di via Salara e quella di via Baccarini.

I provvedimenti attuano due dei numerosi piani particolareggiati contenuti nel piano generale del traffico urbano.

La prima zona è costituita dal tratto di via Salara tra via Matteucci e via Pietro Alighieri, dal tratto di via Pietro Alighieri tra via Salara e via Girolamo Rossi, da via Zanzanigola e da via Matteucci.

Non vi si potrà circolare in auto dalle 7.30 alle 20.30 (a meno che non si sia residenti o in possesso di una specifica autorizzazione, come per esempio quella per il carico e lo scarico delle merci) mentre il transito tornerà libero dalle 20.30 alle 7.30. Chi deve recarsi nei garage privati di via Matteucci e di via San Vitale potrà comunque continuare a farlo.

Per creare nell’area di intervento corridoi liberi di transito perdonale, a ridosso delle pareti, saranno eliminati alcuni dei 51 posti auto esistenti. I rimanenti saranno riservati dalle 7.30 alle 20.30 ai residenti e autorizzati, mentre dalle 20.30 alle 7.30 potranno essere utilizzati da tutti (tranne quelli riservati comunque agli invalidi e ad altre categorie di veicoli).

La seconda area interessata dall’ampliamento della ztl è costituita dal tratto di via Baccarini tra via Rondinelli e via Bastione e dal tratto di via Rondinelli tra largo Chartres e via Baccarini, che diventeranno ztl ventiquattr’ore su ventiquattro (sarà consentito il transito ai genitori che accompagnano i bambini al nido, alla materna e all’elementare di via Corti alle Mura e di via Baccarini).

L’accesso al tratto di via Rondinelli compreso tra piazza D’Annunzio e largo Chartres sarà mantenuto libero, per preservare l’accessibilità al parcheggio che si trova su quest’ultima via.

Per quanto riguarda l’offerta complessiva di sosta nei due tratti di strada che diventeranno zona a traffico limitato, ai posti attualmente riservati ai residenti e ai 5 posti per invalidi/croce rossa, se ne aggiungeranno altri 16 attualmente a pagamento o a sosta libera, che verranno riservati ai residenti o autorizzati, per un totale di 49 riservati ai residenti o autorizzati (46 in via Baccarini e 3 in via Rondinelli).

I residenti hanno ricevuto una comunicazione sulla richiesta dei permessi di sosta.

Nella zona di via Salara possono circolare i ciclomotori e i motocicli, in quella di via Baccarini i ciclomotori.

“L’estensione delle zone a traffico limitato – spiega Gabrio Maraldi, assessore alla Mobilità – è uno degli strumenti messi in campo, non solo a Ravenna ma in numerosissime città, per rendere maggiormente vivibili e qualificati i centri storici, e in particolare per rendere più sicura e incentivare la circolazione pedonale. In particolare, con i due provvedimenti che entreranno a breve in vigore, andiamo ad agire su due perimetri che troppo spesso vengono impropriamente usati come scorciatoie. Ovviamente viene salvaguardato l’accesso dei residenti, che tra l’altro godranno di una maggiore offerta di sosta.”

Per i non residenti non dovrebbero esserci comunque problemi legati alla sosta. I posti che si perdono in via Baccarini e in via Rondinelli sono pochi, mentre in via Salara, dove si è verificato che già allo stato attuale i posti auto disponibili vengono prevalentemente usati dai residenti, la sosta è comunque libera dalle 20.30 alle 7.30.

In questi giorni sono stati distribuiti volantini che indicano tutte le modalità di attuazione delle nuove ztl e segnalano, per i non residenti, i principali parcheggi in prossimità delle due zone, sia a pagamento (pubblici e privati) che gratuiti.

locandina

per scaricare il programma completo clicca qui accanto: programma

L’ANTICASTA

Il Villaggio Globale presenta il libro di Michele Dotti e Marco Boschini “L’anticasta”, storie dei Comuni Virtuosi e dei successi ottenuti in molte realtà italiane grazie all’azione partecipata locale.

il Villaggio Globale invita tutti

VENERDI’ 6 NOVEMBRE
ORE 21.30
AL MAMA’S CLUB
via S. Mama 75 – Ravenna

per la presentazione del libro

L’ANTICASTA
di Michele Dotti e Marco Boschini

Michele Dotti sarà presente alla serata per raccontare l’esperienza dei Comuni Virtuosi, dove le azioni partecipate locali hanno coinvolto i cittadini sulle scelte relative alle loro comunità, dimostrando che la partecipazione dal “basso” ai processi decisionali funziona e trasforma il nostro Paese nel Paese di tutti, nel Paese che vogliamo.

Si ringrazia per la collaborazione il Mama’s Club

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